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Home : La catastrofe di Chernobyl
Tutti ricordiamo il 26 aprile 1986, in cui ci fu un’esplosione nella centrale nucleare di Chernobyl, situata in Ucraina, vicino al confine con la Bielorussia. Gli effetti furono sentiti in molti paesi europei come anche nel resto del mondo, ma il 70% delle 19 tonnellate di materiale radioattivo liberato dall’esplosione ricadde sulla popolazione della Bielorussia, avvelenando un quarto del terreno coltivabile del paese. Secondo il resoconto pubblicato dalle Nazioni Unite nel 2001, in Ucraina, Bielorussia e Russia 8.4 milioni di persone furono esposte a radiazioni, più dell’intera popolazione dell’Austria, e 155.000 chilometri quadrati di territorio, quasi metà dell’Italia, furono contaminati. Da allora, più di quattro milioni di abitanti sono stati evacuati, ma ancora oggi, a quasi vent’anni di distanza, milioni continuano a vivere in zone contaminate. Alcune conseguenze della catastrofe di Chernobyl si sono ulteriormente aggravate dopo la caduta dell’impero sovietico nel 1991. Oggi, mentre i livelli esterni delle radiazioni stanno lentamente scendendo, ampie zone del paese ancora radioattive continuano ad essere coltivate perché le difficili condizioni economiche obbligano molte persone a trovare sostentamento solo producendo e consumando cibo contaminato. Chi paga il prezzo più alto per la catastrofe di Chernobyl è però l’infanzia, quei 3.5 milioni di bambini che vivono in condizioni di povertà, afflitti da problemi di salute e con scarse prospettive rispetto al loro futuro. Gli effetti delle radiazioni sono purtroppo cumulativi, così che moltissimi soffrono di malattie croniche e il loro sistema immunitario è seriamente compromesso. Dopo la catastrofe di Chernobyl, si sono verificati, statisticamente, aumenti spaventosi di molti tipi di tumori, malattie del cuore, problemi dell’apparato digestivo e della respirazione: alcuni medici della Bielorussia hanno dimostrato che il 90% dei bambini nel loro paese soffre di problemi di salute. I dati confermano un incremento del 250% di neonati venuti alla luce con malformazioni congenite e del 100% per quanto riguarda alcuni tipi di cancro e leucemie. Nel sud della Bielorussia, i tumori della tiroide sono aumentati del 10.000%, e 1 bambino su 4 soffre di anomalie in questa delicata ed importante ghiandola. Moltissimi bambini vivono in zone rurali ancora contaminate da radiazioni, a volte a poca distanza dalla centrale di Chernobyl; anche se per ora privi di sintomi, il futuro della loro salute è in grave pericolo. In estate, quando la polvere provoca aumenti nei livelli delle radiazioni, è importante che i bambini lascino il loro ambiente contaminato per passare alcune settimane respirando aria pulita e nutrendosi di cibi sani. Molti medici hanno confermato che una pausa in un ambiente sano e lontano da cibi radioattivi rafforza visibilmente il sistema immunitario, e, oltre a rigenerare il loro ottimismo, li aiuta a resistere alle malattie, se non a riprendersi meglio e più velocemente. Dopo la catastrofe di Chernobyl nel 1986, tantissime associazioni da tutto il mondo hanno contribuito ad aiutare i paesi che sono stati più colpiti dall’esplosione: Russia, Ucraina e Bielorussia. In quest’ultimo paese, molti degli aiuti umanitari offerti da varie nazioni negli anni, sembra si siano concentrati soprattutto in aree vicine al confine con l’Ucraina ed alla centrale nucleare di Chernobyl, particolarmente nella zone denominata Gomel-Oblast, situata a sud est del paese. Tuttavia, oggi in Bielorussia sembra che ci siano ben poche aree non contaminate: questo significa che sono poche le persone che non sono giornalmente esposte agli effetti diretti e indiretti, e a volte fatali, delle radiazioni. Per questa ragione, abbiamo scelto di focalizzare il nostro progetto su alcune zone che, benché relativamente lontane dall’area più contaminata del sud-est del paese, sono ufficialmente considerate zone contaminate dall’Istituto Nazionale delle Radiazioni della Bielorussia e da osservatori internazionali indipendenti. Quello che ci ha più colpito visitando la Bielorussia è il calore umano dei suoi abitanti, che cercano di vivere normalmente nonostante le condizioni difficilissime. Benché la situazione generale del paese può sembrare a volte non gravissima, il livello delle radiazioni presenti nel loro ambiente naturale fa sì che gli abitanti siano costantemente a rischio perché circondati da un nemico invisibile, e lo resteranno per molti anni a venire. I giovani e i bambini sono più vulnerabili alle radiazioni, e quindi in maggiore pericolo. Sono loro che cerchiamo di aiutare. |
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